Una breve bio

Primo di quattro fratelli vive un’infanzia felice; verso l’adolescenza si avvicina alla musica prima acquistando una radio e poi prendendo lezioni di pianoforte, ma Neil è più indirizzato per le percussioni, così dopo un primo anno di studio con solo delle bacchette e un pad a quattordici anni gli viene regalata la sua prima batteria. Crescendo ha suonato in gruppi locali come Mumblin ‘Sumpthin’, The Majority e JR Flood. A diciotto anni si trasferisce a Londra per fare carriera come musicista, ottiene alcune collaborazioni, ma non sono abbastanza per pagarsi da vivere; infatti dopo diciotto mesi torna in Canada ed inizia a lavorare con il padre come rivenditore di componenti per trattori. Continua comunque a suonare prima con gli Hush, nei locali dell’Ontario, poi con i Rush per sostituire John Rutsey al fianco di Geddy Lee e Alex Lifeson. Rimane con il gruppo dal 1974 fino al 2015, anno in cui si ritira dal mondo della musica, da allora le attività della band si considera conclusa anche se non si sono mai sciolti; con loro ha pubblicato diciotto album ed è anche il compositore di quasi tutti i testi del gruppo ispirandosi a scrittori come Tolkien e Ayn Rand, ma anche a situazioni di vita propria come la tragedia tra il 97 e il 98 dove perse prima l’unica figlia e poi la moglie o ai vari viaggi in moto fatti in solitudine. Peart ha pubblicato anche dei video didattici, in particolare Anatomy of a Drum Solo del 2005 dove spiega come vengono fatti i suoi famosi soli e dei libri sia didattici che autobiografici suoi suoi viaggi. Il batterista è entrato assieme ai Rush, nel 2013, nella Rock and Roll Hall of Fame e sono diventati Ufficiali dell’Ordine del Canada, nel 1997, per il loro contributo a migliorare la consapevolezza della società sulla situazione dei meno fortunati. Neil è morto il 7 gennaio 2020 per un tumore al cervello lasciando la sua nuova famiglia e i compagni di un’avventura.

Il video per te

Il consiglio

Pete Rose, il giocatore di baseball, costituisce un esempio di quanto il duro lavoro e l’attitudine possano superare il talento medio. Egli è il primo ad ammettere di non essere particolarmente dotato; ma ha compensato la mancanza di talento con il feroce desiderio di vincere e la scrupolosa preparazione. Come risultato, ha accumulato più punti di qualunque altro.

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